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Reggio e Messina non dimenticano. Con un vibrante e commosso brivido, ricordano il terremoto di cent’anni fa travolte dall’emozione della storia (Reportage)

di Peppe Caridi - http://www.meteoweb.it/ Cento anni fa, di Reggio e Messina, non c’erano che macerie e animi di disperazione. Oggi, nel ricordo e nella memoria di una comunità pulsante e in fermento, c’è invece la luce della speranza per un futuro migliore, un nuovo futuro in cui lo Stretto potrebbe diventare la Capitale del Mediterraneo.

Le due città erano distrutte, provate dalla tremenda scossa sismica superiore al settimo grado della scala Richter che rase al suolo entrambi i centri abitati dello Stretto portando via con sè una scia di morte e distruzione.
Erano le 05:21 di quel tragico 28 dicembre 1908, e dopo 10/15 minuti, alte onde di maremoto investirono le rive del territorio dello Stretto.

"Messina è stata distrutta tante volte. Ma s’è sempre rialzata": con queste parole l’arcivescovo della città Peloritana, Monsignor Calogero La Piana, ha voluto aprire il momento di preghiera all’alba di domenica 28 dicembre presso il Duomo di Messina, stringendo in un forte abbraccio la cittadinanza che ha risposto gremendo la chiesa nonostante l’insolito orario dopo aver dato una grandissima partecipazione alla "via lucis" per le strade del centro cittadino.

"Noi Reggini dobbiamo andare orgogliosi della nostra Storia. A volte tragica, spesso catastrofica, di rovine e distruzione. Ma, a maggior ragione, una storia importante, fregiata da grandi eventi e certamente dignitosa": è invece questo il monito, denso di significato, dell’assessore del comune di Reggio ai Beni Culturali e ai Grandi eventi Antonella Freno, che nella conferenza stampa di presentazione della mostra "Cent’anni dal terremoto" che fino al 25 gennaio occuperà le prestigiose sale della Villa Genoese Zerbi.

Ecco le immagini della presentazione della mostra con il Sindaco di Reggio Calabria, Peppe Scopelliti, il prefetto Francesco Musolino, l’assessore Freno e il Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso:
































Sono state 24 ore, quelle di domenica 28 dicembre 2008, di grande commozione e dal profondo significato quelle che hanno vissuto le comunità sociali, civili e istituzionaali di Reggio e Messina: ospite d’eccezione il Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che abbiamo intervistato in esclusiva.


Le manifestazioni commemorative hanno preso il via a Messina nel Teatro Vittorio Emanuele dove, negli stand allestiti dall’INGV e dalla Protezione Civile è stato possibile ampliare per tutti i cittadini la propria cultura sismica di prevenzione e salvaguardia.












 
Altro ospite d’onore, Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi, paesino del Trapanese:





Il centro mobile dell’INGV:






Uno dei tanti modelli di tendopoli allestiti dalla Protezione Civile.
In questo caso siamo a Piazza Municipio, di fronte Palazzo Zanca a Messina:


All’1:00 della notte ha inizio, in via Garibaldi a Messina, la "via lucis", una fiaccolata cui hanno preso parte diverse migliaia di persone, per ricordare le vittime del terremoto.
Ecco alcuni scatti:






















































Il Sindaco Peppe Buzzanca e il Presidente della Provincia Nanni Ricevuto alla fiaccolata con, in mezzo, l’organizzatore: Dario Caroniti, Assessore del Comune di Messina alle politiche della famiglia, ai rapporti con le Chiese e alle celebrazioni del centenario.




I tendoni della Protezione Civile:




Aspettando le 05:21 ... a piazza Duomo.




































Il coro in cattedrale:


Le 05:21 trascorrono nel raccoglimento di preghiera di tutta la comunità. Alle 06:00 terminano le celebrazioni e, dopo una magica notte di memoria storica e commozione, si "ritorna", per così dire, alla vita normale.

Ci dirigiamo ad Antennamare, sul picco di "Dinnamare", la vetta più alta dei Peloritani marittimi, che supera i 1.120 metri sul livello del mare e si trova sui colli di Messina.
Da qui la vista dello Stretto è magica, commovente, spettacolare.
Sta albeggiando.
E’ l’alba di domenica 28 dicembre 2008.

Cento anni fa, quest’alba era stata un’alba di morte, fame, distruzione, macerie e silenzio.

Oggi è invece un’alba di luce. Di speranza.
Di fascino incntevole che questa terra non cesserà mai di trasmettere.

Un’alba di magica poesia.





































Anche Milazzo, dall’altro lato dei Peloritani, vive il centenario con uno spirito nuovo, uno spirito di rinascita e fede.





Ancora lo Stretto:


















Click qui per vedere la foto panoramica di tutto lo Stretto nelle sue reali dimensioni

Pirandello scrisse che "quanti avranno la ventura di rivedere risorte Reggio e Messina dal terribile disastro del 28 dicembre 1908, non potranno mai figurarsi l’impressione che si aveva allorchè, passando in treno, cominciava a scoprirsi la vista atroce dei primi borghi in rovina, gli squarci e lo sconquasso delle case".
Per una notte intera, la popolazione ha voluto ricordare quei momenti e commemorare quei morti, immedesimandosi nella realtà ci cento anni fa.
Lacrime e preghiere non si son fatte attendere sia durante la fiaccolata che all’interno del Duomo di Messina, nella notte più lunga degli ultimi anni.
Ma oggi non è più tempo di solo lacrime e preghiere: lo Stretto è risorto, per l’ennesima volta questa gente, questa terra, a trovato il coraggio e la forza per rialzarsi dopo una batosta e pertornare ad essere una grande realtà civile, sociale e urbana.
Il futuro dipende dal presente.
E il presente può essere ben interpretato e capito solo studiando e badando al passato: quel passato di grande saggezza, d’esperienza e di storia rispetto cui mai più grande maestro di vita potremmo trovare.
Per non dimenticare.