Territorio

Pellaro

Da Terremoto calabro – siculo del 28 dicembre 1908
L’opera della Croce Rossa Italiana e del Gruppo Indipendente Fiorentino
(foto: Pellaro - dalla collezione privata di Natale Cutrupi)

Pellaro.
In tale paese, distante i i km. da Reggio, a cura del presidente del Sotto-Comitato di Catanzaro, barone comm. avv. Alfonso Gironda-Veraldi, fu istituito un posto di medicazione attendato, diretto dal dott. Gino Torsellini della Pubblica Assistenza di Grosseto. I militi della Croce Rossa trasportavano giornalmente al detto posto molti feriti, i quali venivano tutti medicati. Il Presidente, il dottor Dino Pirretti ed il consigliere avv. Saverio Greco, vigilarono la costruzione di baracche a Pellaro ed a S. Gregorio, ed al trasporto dalle campagne di questo paese e di Motta, di centinaia di feriti ed alle loro medicature, rimanendo soddisfatti del modo con cui si esplicava il servizio di soccorso.
E qui cade in acconcio segnalare che il Sotto-Comitato di Catanzaro non limitò l’opera sua solo in quel di Pellaro, ma istitui, fino dal o gennaio, un posto di medicazione a Catanzaro marina, al quale furono preposti i tenenti medici del R. Esercito dottori Fazzi e Colao cav. Arcangelo, con otto militi. Il numero dei feriti medicativi fu di circa 300, parecchi dei quali con gravi fratture, commozioni, ferite vaste; i profughi non feriti, furono provveduti di viveri, conforti, indumenti, coperte, affinchè potessero proseguire per le loro destinazioni. In tale opera di soccorso si segnalarono, oltre i soci della Croce Rossa, De Paparo barone Giovanni, Tronca barone Ernesto, Marincola nob. Giovanni e Domenico, la squadra della Croce d’Oro di Grosseto, gareggiando tutti per zelo ed abnegazione.
Anche il personale della Croce Rossa di Rossano (Cosenza), che si componeva di i 8 militi diretti dal dott. Giuseppe Faele e dal conte avv. cav. Ignazio Pisani, prestò ottimo servizio a Pellaro, nonchè a Lazzaro, S. Gregorio, Motta S. Giovanni, S. Giuseppe, Oliveto, Gallina, medicando e trasportando feriti all’ospedale di Rossano ed in quello da campo della Croce Rossa, e consegnando i meno gravi al treno—ospedale e alle squadre di Trieste e Firenze per essere inviati all’ospedale di S. Maria Nuova.
Anche il drappello del Sotto-Comitato della Croce Rossa di Varese (costituito dai dottori Silvio De Grandi, Francesco Macchi e Carlo De Maddalena e da parecchi militi, con materiali, medicazioni, medicinali e biancheria) e la Croce Rossa Svizzera, furono a Pellaro e a 5. Gregorio, dove prodigarono aiuti, medicinali e conforti, estrassero dalle macerie feriti e cadaveri e distribuirono sussidi ai più indigenti.