Territorio

S. Roberto e Fiumara

Da Terremoto calabro – siculo del 28 dicembre 1908
L’opera della Croce Rossa Italiana e del Gruppo Indipendente Fiorentino
(foto: Reggio - dalla collezione privata di Natale Cutrupi)

S. Roberto e Fiumara
Il 7 gennaio, reduci da Palmi e Villa S. Giovanni, giunsero a S. Roberto Calabro il medico capo dott. Calvetti Giovanni, direttore dell’Ospedale n. 7 Bergamo, i medici assistenti di a classe dott. Minelli Spartaco e Berizzi Marco, i farmacisti di 1a classe Dolci Francesco e Scalcini Fausto, il prof. Recco di Genova, il commissario amministrativo di 2a classe Carnazzi Antonio, il contabile di 1a classe Piazzoni Angelo e cinque militi con una carovana mulattiera di materiali, medicazioni, presidi ed istrumenti chirurgici e viveri. In attesa delle tende per l’impianto dell’ospedale, si
medicarono giornalmente circa o feriti, mentre i nostri militi coadiuvavano anche i granatieri a disotterrare cadaveri sepolti sotto le macerie. Arrivate le tende grandi, se ne adibirono due ad infermeria, una per la farmacia, uffici ed alloggio degli ufficiali, una per il personale d’assistenza, una per medicazioni, ed una ad uso di ambulatorio. Una baracca di legno che era già costruita, fu adoperata per il magazzino del materiale e fu messa subito in azione la cucina riparata da copertoni impermeabili. Il 13 gennaio, monsignor Attilio Tramalone di Parma, prestò l’opera sua spirituale ai 19 ricoverati, tutti affetti da gravi lesioni, due soccombettero, cinque furono dismessi guariti e gli altri dodici, stante la viva opposizione delle loro famiglie a consentire che venissero collocati nel Treno Ospedale XIII di passaggio, furono ricoverati nell’ ospedale stabile di Fiumara. La Croce Rossa per agevolare il funzionamento di detto ospedale, lasciò pagliericci, lenzuola, cuscini, una tenda, materiale da medicazione, conforti, latte e brodo condensato. Il 18 gennaio, l’ispettore dott. Calvetti lasciava S. Roberto.