Territorio

Cannitello

Da "Terremoto calabro – siculo del 28 dicembre 1908
L’opera della Croce Rossa Italiana e del Gruppo Indipendente Fiorentino"
(foto: via del Torrione - dalla collezione privata di Natale Cutrupi)

Cannitello

A Cannitello, ridotto in un cumulo di rovine, tanto che su 3400 abitanti solo 800 si erano salvati, fu spedito dal medico capo dott. Scafi, un distaccamento sanitario composto del medico assistente di classe dott. Giaquinto (sostituito poi dal dott. Elia), del medico assistente dì 2 classe dott. Brigante Colonna che già trovavasi là, di otto militi, tre tende grandi, una baracca di legno,
tre tende coniche inglesi, una per medicazioni e tre di modello alpino, nonchè il materiale dell’Ambulanza n. 23. A Cannitello c’erano anche i dottori Levi e Almagià, gli ingegneri Sinigallia ed Almagia, il dott. Ghezzi, e vari studenti di Faenza; questa squadra volontaria, giunta il gennaio con medicinali e molto materiale di medicatura, erasi aggregata al dott. Brigante coadiuvandolo
efficacemente a ricoverare i malati nelle nostre tende e quindi erasi recata alla ricerca di feriti nelle borgate Porticello, Genito, Cale, Alte, Santoro, Piale, Punta di Pizzo, trasportando i più gravi all’ infermeria di Cannitello. Gli infermi ricoverati furono 26, dei quali 4 morirono e cinque furono poi inviati a Bagnara. Gli infermi ricoverati furono 26, dei quali 4 morirono e cinque furono poi inviati a Bagnara. Nell’ambulatorio se ne curarono i ed altri 124, dei quali 25 militari, a domicilio: in totale 327 infermi. Il i 8 gennaio non rimanendo che quattro malati rifiutatisi di prendere posto nel treno-ospedale, il medico capo dott. Scafi, (che il 23 gennaio ebbe la sventura di riportare a Villa S. Giovanni una ferita alla regione sopraccigliare sinistra e commozione cerebrale, della quale per buona sorte in breve guarì), recatosi a Palmi a prendere gli ordini dall’on. marchese Negrotto, tornò a Cannitello, ove lasciò all’autorità militare una tenda grande e materiale di medicatura
richiestogli, e fece regolare consegna degli altri materiali al commissario amministrativo di 2a classe cav. Berta, quindi, il 25 gennaio, partì alla volta di Palmi, coi dottori D’Alessandria, Brigante e Feliziani e i restanti militi. Il 28 gennaio il dott. Scafi andò col prof. Postempski in ispezione a Seminara, S. Anna, Melicuccà, S. Procopio, Sinopoli, S. Eufemia, e poscia egli ed i dottori Elia, Maggi ed il commissario cav. Berta e gli altri furono inviati a Napoli essendo cessato il loro servizio.