Territorio

La città provvisoria

Immediatamente dopo il disastro che sconvolse e rase al suolo l’intera città, si diede inizio all’opera di riedificazione installando baracche che giungevano dai vari comitati italiani e stranieri di assistenza e soccorso. L’insediamento avvenne, in massima parte, nelle aree libere e pianeggianti a Nord della Città comprese tra i torrenti Santa Lucia, Caserta, Annunziata e nei giardini di Santa Caterina. Altre aree utilizzate furono quelle adiacenti la Via Reggio Campi, la striscia compresa tra le Vie Tribunali e alchene e, a Sud, nei quartieri di San Giorgio Extra, Spirito Santo, Sbarre e Crocefisso. I primi padiglioni ad essere realizzati furono quelli dell’esercito italiano. I terreni furono espropriati provvisoriamente per cinque anni conseguentemente al decreto prefettizio di occupazione del 14 febbraio 1909 n°242. Le operazioni di esproprio nei confronti di cinquanta ditte, con le quali si raggiunse l’accordo sull’indennità di occupazione, si conclusero in sette mesi. A metà degli anni ’20 il baraccamento complessivo esistente sul territorio comunale era costituito da diecimila e sessantasette vani compresi quelli allestiti nella periferia ed esclusi i padiglioni privati o pubblici o quelli adibiti a locali per altre attività (Bar Spinelli e Cambrinus, Cinema Savoia e Parisienne, Teatro Verdi, Banco Di Napoli e D’Italia, Tribunale, Caserma Vigili del Fuoco, Genio Civile, Poste e Telegrafi, ecc..).
Le prime cartoline raffiguranti la Città di Reggio Calabria baraccata furono emesse dall’editore locale Del Pozzo Pasquale con le fotografie dei fratelli Zoccali il cui laboratorio era ubicato in Via Gradoni al Castello. Le troviamo timbrate agli inizi dell’anno 1910. Nello stesso periodo circolano le cartoline con numerazione progressiva, stampate dalla Fototipia Alterocca – Terni- e dalla ditta Caruso & De Alessandri – Milano.
Tra i piu’ noti editori locali troviamo: Eduardo o Edoardo De Carlo, Guglielmo De Carlo, Luigi Coppola e Ambrogio Santo. L’emissione curata da quest’ultimo è costituita da una serie numerata di circa trenta unità. Sono delle belle cartoline che raffigurano, quasi esclusivamente, i padiglioni piu’ significativi degli edifici pubblici e privati. Nella parte anteriore in alto l’intestazione comune a tutte “Reggio Calabria. La Nuova Reggio” e, quindi, il nome del padiglione. Sono timbrate nel 1911. Luigi Coppola immediatamente dopo il sisma del 1908 rientrò dalle Americhe, dove era emigrato per lavoro, ed avviò, in una baracca posta nello spazio compreso tra l’attuale Via Domenico Romeo e il Viale Amendola, un negozio di cartoleria e libreria. La sua produzione è stata vastissima e comprende numerose serie di cartoline. La prima, non numerata, fu emessa verso la fine del 1911 ed è costituita da circa venti cartoline stampate ad un colore su carta leggera. Le altre serie riproducono, accanto al nome dell’editore, una numerazione fissa (0069, 0113, 32, 180, 191) che è il riferimento della casa editrice per individuare la località rappresentata oppure una numerazione progressiva che indica la quantità di cartoline di cui è composta la serie. Di Luigi Coppola si conoscono oltre centocinquanta cartoline con immagini diverse. Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1924, la produzione proseguì con il nome della moglie Grazia Jelitro (Grajel).
Dell’editore Eduardo De Carlo, proprietario della profumeria, tabaccheria e bazar in Via Prima (prolungamento Via Tribunale) attuale Via Demetrio Tripepi che delimita Piazza De Nava, si conoscono alcune serie emesse tra il 1914 e il 1920. In una di queste, numerata, è rappresentato un costume locale e accanto, in un riquadro, l’immagine della località con la scritta “Saluti da Reggio Calabria”.
Di Guglielmo De Carlo, fratello di Edoardo, proprietario della rivendita di tabacchi n°5 sita nella parte terminale Nord della Via Santa Lucia, si conosce una vasta produzione. Una prima serie, non numerata, è timbrata 1913. Le altre hanno riprodotto accanto al nome dell’editore una numerazione fissa (6, 023, 050, 060, 222, 0254). Dopo la catastrofe del 1908, Guglielmo De Carlo con la famiglia si era trasferito a Roma in San giovanni in Laterano, dove nacque il 18 giugno del 1910 il figlio Felice.


Da "Reggio Calabria nelle sue cartoline di Natale Cutrupi" - (cartolina dalla collezione privata dell’autore)

Agli inizi del 1911 fece ritorno a Reggio Calabria e nello stesso anno partecipò all’asta e si aggiudicò la rivendita di tabacchi n°5. Fra gli altri editori, reggini e non, che hanno stampato cartoline con immagini della Città baraccata ricordiamo: S. Surace, F.Vigilante, Fratelli De Salvo con sede a Messina e Reggio Calabria, Diena di Torino, Modiano & Co. Milano, G. Fowst, Alfieri e Lacroix.