Personaggi

Vittorio Emanuele III, Re d’Italia nel 1908

Figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia, nacque a Napoli l’11 novembre 1869 e succedette, alla morte del padre, al trono del Regno d’Italia. Sposò nel 1896 Elena di Montenegro. Re dal 1900, chiamò al potere i liberali Zanardelli e Giolitti, discostandosi così dalla linea rigidamente conservatrice del padre. Fautore dell’entrata in guerra, al termine del conflitto, preoccupazioni sociali e dinastiche, e forse l’influenza della madre, lo spinsero ad accettare il fascismo. Imperatore d’Etiopia (1936), re d’Albania (1939), nel 1940 accettò di firmare la dichiarazione di guerra alla Gran Bretagna e alla Francia. Di fronte all’andamento disastroso del conflitto, cercò di disimpegnarsi facendo arrestare Mussolini (25 luglio 1943) e affidando il governo al maresciallo Badoglio; il 9 settembre, per non cadere in mano ai Tedeschi, abbandonò precipitosamente Roma e si trasferì a Brindisi. Per salvare la dinastia, e sotto forti pressioni, nominò nel 1944 il figlio Umberto luogotenente del Regno e il 9 maggio 1946 abdicò in suo favore, andando in esilio in Egitto, ove morì il 28 dicembre 1947.
Con l’avvento al trono di questo sovrano, la monetazione nazionale subì dei miglioramenti radicali, sia dal punto di vista artistico che da quello meccanico e quantitativo. Il miglioramento artistico si ebbe per il succedersi e l’alternarsi dei più valenti artisti nazionali, autori di modelli e incisioni, come Boninsegna, Giorgi, Trentacoste, Mistruzzi, Romagnoli, Motti, Calandra, Bistolfi, … che dettero una nuova impronta alla moneta italiana, la quale, fin dai tempi di Carlo Alberto, appariva sempre, ad ogni nuova emissione, con gli stessi rovesci, ormai resisi monotoni.
Il miglioramento meccanico e quantitativo si dovette all’attività della nuova ed attuale gloriosa zecca di Roma, che venne inaugurata nel 1908, ed alla quale, nell’anno successivo, venne annessa la Scuola dell’Arte della medaglia. Nel periodo descritto, solo la zecca di Roma coniò monete, essendo stata soppressa, nel 1892, quella di Milano. I modelli delle prime monete furono opere dello Speranza, che aveva inciso tutta la monetazione di Umberto I.. Vennero inoltre coniati molti progetti, ed in questo incarico contribuì in modo sensibile lo stabilimento Johnson di Milano, nel quale venne battuto il primo progetto della moneta da 20 centesimi del Bistolfi.